Cibo salutare. Certo: ciao.

Anche perché se non bevi, non mangi, non fumi e non quant’altro, non è che duri di più: ti sembra solo più lunga, eh.

Wana58, 2018

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Sailing ships.

Il Birrino, locale minuscolo qui del centro, di proprietà di un tale simpatico come l’acqua calda nella birra scadente, frequentato sempre dagli stessi avventori ormai da anni.

Ci sono tutti? Eh, gli habitué locali sono presenti, già in condizioni notevoli, i fuorisede che parlano di Perùggiah che (a quanto pare) hanno un atlante diverso, un De Agostini con più doppie, chissà e H aspirate, i bambini (fantastico, chissà di chi son figli, hanno persino un pallone e improvvisano qualche calcio) e delle mamme, discutibili e pregevoli a un tempo, ça va sans dire, dal punto di vista esclusivamente ormonale.

Vicino un ristorante che sbandiera un trattoria tipica umbra, e lì fuori s’affollano i perugiotti, gran cazzoni come il DNA implacabile impone, sempre attenti alle mode e a farsele durare il meno possibile.

Speriamo si mangi civilmente, ché mi sarei financo macinato il cazzo di pseudo-osterie che, al modico costo di quaranta leuri, ti fan degustare della maestosa merda spacciandotela come una prelibatezza biodinamica vegan km 0 e un porco dio a stupore mostrare*.

Lei c’è. E chi l’ammazza?

Ci sono tutti? No.

Sono tornato in centro, dopo una vita, in un’altra vita, ma tu te ne sei andato prima. Te ne sei andato per un lungo viaggio? Bell’idea ma non ce la faccio a crederci.

Non ce la faccio proprio.

*ho mangiato benissimo. Son stato benissimo. Dio c’è, ed ha un gran senso dell’umorismo. Ehi, Jahvè, quand’è che ci andiamo a bere una birretta insieme?