Siamo tutti interessanti, in un modo o nell’altro

Sabato 8 dicembre, con l’atmosfera del magico Natale (il quale, grazie ad un’irripetibile alchimia, passerò finalmente da solo, a non celebrare una festività che andrebbe bandita e proibita a chi ha più di sei anni) mi ritrovo per mera casualità a transitare per una pasticceria romita dalla mia residenza, con la scusa di andare a trovare V., deliziosa cinquantenne dall’insolito accento per queste lande misere. Trovo la pasticceria insolitamente aperta (non prima di vedermi sottrarre il comodo parcheggio davanti all’ingresso dalla solita mammina iperattiva del cazzo, metafora onnipresente della mia vita in auto) ed entro: trovo V. e la mammina del cazzo che solo un caffè perché vado di fretta, ma che cazzo te córi, capace domani te sveji all’àrberi pizzuti. Aspetto che la splendida si tolga dal cazzo e m’intrattengo con V. e i suoi buffi occhiali da ipermetrope che le danno ancor di più un’aria da Alice nel paese di chissà quali bizzarre meraviglie. Mi chiede come mai non fossi più passato e lì a spiegarle della mia convivenza finita dopo undici anni e via e via, dell’anno appena trascorso andato benissimo dal punto di vista lavorativo e via così. 

Come avrebbe detto Giorgio Montanini, a V. le si apre una valvola e mi racconta una di quelle storie che scansati: undici anni anche lei trascorsi appresso a un divorziato con un figlio (figlia? Non rilevante), mammone di merda che exige la comida quando torna stanco dal lavoro porèllo per tutti i giorni che l’Onnipotente manda in terra, che non ha mai scucito un centesimo per una vacanza e che ha la barca a Punta Ala però braccino corto la merda quindi si va in vacanza a Punta Ala a’ purciaro. The best is yet to come, però: lui a maggio le fa lasciare casa e un lavoro (ovviamente contratto a tempo indeterminato) venticinquennale e da Arezzo la fa venire a Perugia e a ottobre la scarica perché (tipico di noi uomini) ovviamente ha un’altra. 

Mi cadono le braccia e da uomo mi vergogno: trovarsi in una città che odi e che cameratescamente ricambia per colpa di un maestoso e imponente stronzo, beh, non è davvero il massimo. 

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